Osteoporosi è un termine che indica un aumentata porosità dello scheletro come risultato di una riduzione della massa ossea. Le modificazioni strutturali che essa determina predispongono l’osso alle fratture.
Può essere localizzata a determinate ossa, come nell’osteoporosi da disuso di un arto, oppure interessare l’intero scheletro come manifestazione di una malattia metabolica dell’osso. L’osteoporosi può essere primitva o secondaria a un gran numero di condizioni. Quando il termine osteoporosi si utlizza in modo specifico, si riferisce alle forme primitive, senile e menopause, nelle quali la perdita critica di massa ossea rende lo scheletro vulnerabile alle fratture. Il picco di massa ossea si raggiunge durante la prima età adulta e la sua consistenza è determinata da fattori ereditari; tuttavia contribuiscono anche l’attività fisica, la forza muscolare, l’alimentazione e lo stato ormonale.
Dopo il raggiungimento della massa scheletrica massima, comincia una lieve riduzione di massa, di conseguenza la riduzione ossea dovuta all’età è un fenomeno biologico e prevedibile simile alla perdita dei capelli. Entrambi i sessi ne sono egualmente colpiti e la razza bianca in musura maggiore della razza negra. Le ipotesi che portano all’osteoporosi sono molte:
- le alterazioni dovute all’età
- una ridotta attività fisica
- influenze ormonali
- fattori genetici
- lo stato di calcio corporeo di origine nutrizionale
Tutto lo scheletro può essere interessato nei casi di osteoporosi senile e postmenopausale, anche se determiate zono sono più colpite di altre. Nella forma postmenopausale interessa più le ossa di ampia superficie, come i corpi vertebrali determinando cosi microfratture e crolli ossei.
Nell’osteoporosi senile invece si verificano fratture vertebrali di frequente nelle regioni toraciche e lombari e sono potenzialmente dolorose. È bene ricordare come fratture multiple a diversi livelli possano causare una riduzione della statura e deformità varie come lordosi lombare e cifoscoliosi.
L’osteoporosi è molto difficile da diagnosticare finchè la fragilità scheletrica non è in uno stadio avanzato.












