La risonanza magnetica trova indicazione in tutte le condizioni patologiche dell’apparato locomotore ma soprattutto delle strutture non mineralizzate. A differenza della TC dove si usano radiazioni ionizzanti nella RM, si utilizzano campi magnetici.
L’indagine ha un’elevata importanza diagnostica nelle patologie degenerative dei dischi intervertebrali, nelle ernie del disco e in tutte le patologie del rachide in cui è importante evidenziare il rapporto tra strutture nervose e strutture articolari.
La RM è l’unica indagine che permette di evidenziare una contusione ossea, ed è utilissima nelle tendinopatie, nelle lesioni dei tendini, dei legamenti e dei menischi. Va detto che possono esserci delle imprecisioni diagnostiche nei casi di presenza di un versamento emorragico.
Oggi la RM è indispensabile nella diagnosi e nel trattamento dei tumori dell’apparato locomotore. Purtroppo la RM ha delle limitazioni, infatti, non può essere eseguita in pazienti portatori di pace-maker o di protesi metalliche, nei bambini ed è di difficile esecuzione nei pazienti claustrofobici. La RM può essere effettuata, con m.d.c. (mezzi di contrasto) o in assenza di essi.
NOTA BENE: La RMN è un esame diagnostico che deve essere eseguito esclusivamente dal Medico Radiologo.
Non è un esame di competenza del tecnico ortopedico!












