Il corsetto a distrazione

L’utilizzo della trazione e dei busti, nel mal di schiena, è ben noto fin dall’antichità. A partire dagli anni 90, presso la nostra azienda ed in collaborazione con dei medici specialisti, è stato studiato e messo a punto un originale tipo di corsetto ortopedico che consentisse, l’auto-trazione

lombare da parte del paziente lombalgico: “Corsetto a distrazione” .

 

CARATTERISTICHE

Il busto a distrazione è formato da tre parti fondamentali che permettono una azione distraente sul rachide lombare: una parte toracica, una pelvica e un sistema di fibbie e cinghie sui due lati, che collegando le due valve ne permettono l’allontanamento progressivo (distrazione). Le due valve sono formate in polietilene, le cinghie in nylon e le fibbie in nylon e metallo.

Sia la parte toracica che quella pelvica sono modellate sul calco in gesso del paziente e mentre quella toracica avvolge perfettamente la parte bassa de tronco, la parte pelvica avvolge il bacino ed i fianchi. Le aperture anteriori permettono una facile applicazione e la perfetta aderenza delle due componenti rispettivamente al torace e alla pelvi mediante cinghie e lacci. Il tutore si estende dalla 10° vertebra dorsale in alto ai glutei e alla zona soprapubica in basso.
Due sistemi di cinghie, uno per lato collegano le due parti che, poste in trazione, determinano l’azione distrattiva. Il paziente stesso stabilirà, di volta in volta, l’entità della forza da applicare e la sua simmetricità, o meno fino all’ottenimento dell’effetto voluto, “la scomparsa del dolore”.

MODALITA’ D’USO E MECCANISMO DI AZIONE


Per un’applicazione corretta il paziente deve essere in posizione di decubito supino ed indossare, attraverso le aperture anteriori, sia la valva toracica che quella pelvica, farà aderire prima quella superiore, badando che le costole siano tutte ben contenute (anche le fluttuanti), poi serrerà la parte pelvica una volta entrata perfettamente nei fianchi. Solo a questo punto afferrati i capi liberi delle cinghie tirerà gli stessi fino a sentire l’allontanamento delle due componenti e l’azione distraente sulla propria colonna.

L’assestamento finale si ottiene in stazione eretta effettuando ulteriori modici accomodamenti alternativamente sulle due cinghie fino ad ottenere l’effetto antalgico voluto. L’azione applicata dall’esterno sui due punti fissi che sono le arcate costali ed il bacino, mediante le forze applicate sulle cinghie, trasmettono l’effetto distraente alle strutture interne: legamenti, muscoli, articolazioni vertebrali e dischi intervertebrali.

MATERIALE E METODO


Fino ad oggi abbiamo applicato il corsetto a distrazione in pazienti che presentavano una grave sintomatologia dolorosa resistente ai trattamenti farmacologici e fisici.
Gli esami clinici e strumentali dei nostri pazienti (RX, TAC, RNM, EMG, ecc.) indicano diagnosi di : protrusione o ernia discale, grave artrosi lombare, discopatia, radicolite con sciatica, scoliosi dolorosa dell’adulto.
Come già detto l’indicazione è relativa solo alle patologie del rachide lombare.

Una accurata anamnesi sintomatologica può orientarci sulla utilità o meno del corsetto a distrazione. Il paziente che trova sollievo nel passare dalla stazione eretta a quella fuori carico, il paziente che ottiene un miglioramento della sintomatologia solo dopo aver trovato “la posizione adatta” in decubito supino o laterale, ancora, colui il quale sente comparire ed aumentare il dolore durante l’arco della giornata tutti costoro vengono inviati, presso la nostra ortopedia, per provare un prototipo di busto a distrazione già predisposto in più misure, tale prova ci permette, rapidamente di testarne l’efficacia sulla sintomatologia dolorosa e solo in tal caso si decide la prescrizione del corsetto definitivo su calco in gesso.

L’utilizzo avviene solo nella stazione eretta e permette precocemente la ripresa dell’attività lavorativa; è sempre accompagnato, dopo la remissione della sintomatologia acuta, da K.T. fuori carico e da ginnastica respiratoria.
I tempi di applicazione vanno dai 20 ai 90 giorni. Ad ogni paziente viene raccomandato di riapplicarlo alle prime avvisaglie di una recidiva. Circa il 20% dei casi di lombosciatalgia da discopatia L5 – S1 ed artrosi interarticolare L4 - L5 – S1 si sono risolti senza recidiva dopo soli 20 – 30 giorni di applicazione.
Limitazioni all’uso del corsetto sono: l’eccessiva adiposità, una grave deformità della gabbia toracica bassa o del bacino, insufficienza respiratoria, cardiopatie, malattie dell’apparato digerente, e più spesso, intolleranza psicologica specialmente nelle donne.

RISULTATI


Gli attuali risultati, giunti ad una distanza di oltre 20 anni, sono:
64% dei casi  scomparsa completa della sintomatologia dolorosa senza recidive (tutti pazienti con discopatie, artrosi vertebrale e radicoliti con sciatica).
25% dei casi con riduzione significativa della sintomatologia tale da permettere le normali attività lavorative.
11% dei casi con scomparsa temporanea della sintomatologia, ricomparsa della stessa e necessità di nuova applicazione del busto. Alcuni di questi soggetti (protrusioni ed ernie discali) ancora oggi ci interpellano periodicamente e le recidive della sintomatologia sono progressivamente meno frequenti.

CONCLUSIONI

Il busto a distrazione vuole essere solo un ulteriore mezzo terapeutico a disposizione del medico che deve curare un paziente affetto da lombalgia con o senza sciatica.

T.O. O. Catanea   C.O.A. Roma via di pietralata, 198
Prof. G. Costanzo  Università SAPIENZA Polo Pontino
Dr. S. Illiano   Dir. Sanitario Emerito  Fondazione Don Carlo Gnocchi Roma
Dr. F.M. Fabbrucci  Consulente Fondazione Don Carlo Gnocchi Roma